

Neppure il più arcigno dei materialisti pensa che la storia di una ferrovia possa essere ridotta alla descrizione di un pezzo di ferro, il trenino, che corre sopra due pezzi di ferro, i binari. Raccontare i cent’anni della Ferrovia Lugano Ponte-Tresa (FLP), l’anniversario cade proprio oggi, significa parlare più di uomini che di cose: dei signori che alla fine dell’Ottocento pensarono talmente in grande che il loro sogno ha varcato il XXI secolo e delle generazioni di gente più o meno povera che si sono susseguite in carrozza. Significa parlare di un territorio che pullula di uomini, idee e, soprattutto oggi, di troppi mezzi privati che lo intasano e inquinano. Con una via di fuga, la FLP appunto, che ha retto alle guerre e alle crisi economiche di un secolo e che non solo funziona ancora, ma potrebbe rappresentare, nel suo piccolo, una soluzione modernissima alle magagne prossime venture della viabilità. Nelle pagine Primo Piano di oggi, Piergiorgio Baroni e Mauro Maestrini, corrieristi di lungo corso, acuti osservatori del territorio e autori del volume dedicato ai cent’anni della FLP si fanno voce, per noi, di tutte queste storie.
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