
Lontano dall’affollamento turistico del Queensland e dal caos metropolitano delle maggiori città della costa orientale, il Western Australia è conosciuto per la sorprendente diversità naturalistica. Oltre allo splendido scenario costiero dell’Oceano indiano e alle vaste arie desertiche, lo Stato più vasto del Paese ospita imponenti foreste con alcuni degli alberi più alti della terra. L’«area dei giganti» è però la stessa che, in questo periodo di calura e aridità estiva, è particolarmente soggetta a quello che in Australia è un fenomeno frequente e che assume dimensioni ben diverse da ogni altro paese al mondo: il Bushfire (incendio boschivo).
Sebbene questi roghi possano addirittura essere benefici per la riproduzione di molte piante, le quali hanno sviluppato particolari adattamenti al fuoco, gli eventi degli ultimi anni fanno preoccupare il paese intero. Complice soprattutto il cambiamento climatico e la conseguente violenta siccità, il regime naturale degli incendi è infatti alterato e, nell’ultima decade, il numero dei bushfire classificati dalle autorità australiane come «codice rosso», è in continuo aumento.
Dopo il tragico Black Sunday del febbraio 2009 , quando nello Stato sud-orientale del Victoria furono distrutti 450'000 ettari di terreno e 173 persone persero la vita, alla fine del mese scorso due roghi fuori controllo si sono sviluppati a un’ottantina di chilometri a nord di Perth, minacciando la capitale dello stato occidentale. Spintosi fino alla cittadina di Toodyay – la quale è stata evacuata in anticipo – il terribile incendio ha distrutto 38 case.
Per gli abitanti dell’estremo ovest e non solo, questo è probabilmente solo un assaggio di quella che sarà un’estate particolarmente torrida. Basti pensare che per il week-end a Perth sono previsti 42 gradi, picco che normalmente si registra solo in febbraio. Senza contare, poi, che la capitale non vede la pioggia da 56 giorni, cosa che non accadeva da 15 anni!
Legato agli incendi boschivi vi è un altro importante problema ambientale che tocca in modo particolare l’animo degli australiani: il rischio di estinzione dei koala. Riparandosi e nutrendosi grazie alle foglie di eucalipto – piante molto presenti nei maestosi bush – essi risentono chiaramente del fenomeno: come rilevato ultimamente dalla Australian Koala Foundation, il loro numero diminuisce sempre di più, a pari ritmo di quello delle foreste che costituiscono il loro habitat. Non a caso l’esemplare di orsetto australiano salvato miracolosamente dalle violente fiamme del Black Sunday, ribattezzato Sam, è diventato l’emblema del paese travolto dagli incendi. Il suo video, dove viene ripreso mentre, impaurito e con le zampette ancora ustionate dal rogo, si disseta bevendo da una bottiglia, è subito entrato nella classifica dei più visitati in rete.
Intanto, a quasi un anno dal terribile rogo del Victoria, oltre al già esistente programma di prevenzione che in questo periodo è pronto a dare l’allarme in diverse regioni del continente rosso, il paese si appresta a considerare strategie più adeguate a condizioni climatiche così estreme.