

I gorilla, nel bacino del Congo, tra 10-15 anni potrebbero non esistere più. L'allarme è stato ri-lanciato in occasione della riunione CITES di Doha dov'è stato presentato un rapporto ottimamente documentato e illustrato (vd link) che è però quasi passato inosservato ai media internazionali travolti dagli sviluppi - imprevisti - che hanno fatto naufragare protezione di tonni, orsi polari, coralli e molte altre specie animali (vd suggeriti).
Su cosa si fonda il rapporto per lanciare un vero e proprio "allarme gorilla"? Su dati di fatto incontrovertibili: la caccia di frodo a scopo alimentare (bushmeat), la perdita di vaste aree boschive a favore dell’agricoltura, ma anche della crescita incontrollata dell’industria del legno, di quella mineraria e per la produzione di carbone a legna, stanno mettendo a dura prova le popolazioni delle quattro specie di gorilla che vivono nella zona del bacino del Congo. I gorilla più a rischio - se mai fosse possibile fare delle classifiche - sono però quelli della Repubblica Democratica del Congo. In questa nazione - martoriata da lunghe lotte intestine tra opposte fazioni - sono le milizie che controllano, attraverso l’imposizione di tasse, le attività commerciali di cui dicevamo prima (indiustria del legno, caccia di frodo, industria mineraria) con le quali finanziano poi le loro guerre. Come dire che, dietro l’allarme per i gorilla, si cela una realtà oltremodo difficile anche per la popolazione umana.
Non mancano, in questo scenario apocalittico, anche storie di grande civiltà. Come quella delle 190 guardie del parco Virunga (vedi link) che negli ultimi 10 anni hanno sacrificato la loro vita per la salvaguardia dei gorilla. Loro sono rangers ben formati per affrontare i cacciatori di frodo, ma non sono né formati, né in numero sufficiente, per affrontare degli squadroni delle milizie! Tra le soluzioni proposte a Doha, per evitare la sparizione dei gorilla, si è perciò chiesto, tra l’altro, un potenziamento delle competenza della forza ONU, la MONUC, che agisce in questa regione, oltre ad una maggiore collaborazione con la sezione dell’Interpol dedicata ai crimini contro l’ambiente e gli animali selvatici. Pure richiesto un maggiore controllo sulle estrazioni minerarie e la deforestazione nella regione del Congo, così da poter scovare e punire le ditte che attraverso intermediari, trafficano con queste risorse estratte in modo illegale, creando il caos sociale e una vasta distruzione ambientale. È stato chiesto... Per il momento nessuno ha risposto con atti concreti e i gorilla... continuano a scomparire.
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