

MOSCA - Mosca si prepara ad una nuova, storica esplorazione artica: una inedita traversata di 8000 km dalla Russia al Canada, via Polo Nord, utilizzando per la prima volta due nuovi mezzi anfibi che consentono di navigare su blocchi di ghiaccio alla deriva.
Numerosi gli obiettivi della missione: provare il sistema satellitare russo Glonass, monitorare la fauna locale, raccogliere campioni di ghiaccio per ricerche scientifiche, fare test sul cambiamento climatico, valutare le opportunità del turismo artico. E svelare un mistero legato al mondo degli intrepidi esploratori artici: quello dell'aereo del popolare pilota sovietico Sigizmund Levanesky (1902-1937), scomparso con il suo equipaggio di cinque membri nell'agosto 1937 dopo essere decollato da Mosca con un bombardiere sperimentale a lungo raggio diretto in Alaska. Eroe dell'Urss, Levanesky, di origine polacca, era uno dei piloti preferiti da Stalin.
La missione lascerà nei fondali artici anche una capsula speciale che trasmetterà tramite segnali elettronici un messaggio alle future generazioni. Gli internauti potranno seguire la spedizione on line, grazie alle immagini rilanciate dal Glonass.
La squadra di pionieri, come ha spiegato ai media il capo missione Vladimir Ciukov, sarà composta da otto esploratori del Centro Artico, fondato nel 1992 dalla Società geografica russa e da quella degli esploratori polari russi.
Due membri sono cittadini canadesi di origine russa. «Faremo un percorso che non è mai stato fatto», assicura Ciukov. E in condizioni proibitive, con una media di meno 40 gradi. Una sfida anche per il Glonass, un sistema da 2 miliardi di dollari che Mosca vuole imporre nel mercato tecnologico dei telefonini e delle auto.
Il viaggio partirà il 17 febbraio dall'arcipelago nordico russo di Severnaia Zemlia e si concluderà entro fine giugno in Canada, nel villaggio di Resolute Bay. Per quasi metà percorso si viaggerà su lastre di ghiaccio alla deriva, grazie a due mezzi anfibi realizzati ad hoc, con sei grandi ruote da 170 cm che corrono sia su acqua che sulla terra.
Si tratta della sesta e ultima versione di un modello a trazione integrale che si è cominciato a testare dal 2002 ma che negli anni è stato perfezionato, ad esempio con un non meglio precisato sistema di trasmissione a catena. I due tank, che traineranno quattro rimorchi, saranno utilizzati anche per mangiare e dormire. Per fare rifornimento faranno tappa alla base Borneo, a 100 km dal Polo Nord. La nuova sfida segue quella del 2007, quando una spedizione russa riuscì a piantare il tricolore sui fondali dell'Artico: un segnale che Mosca ha tutta l'intenzione di presidiare un'area ricca di idrocarburi contesa da Usa, Canada, Norvegia e Danimarca.
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