BERLINO - L'orso d'oro della sessantesima Berlinale lo cattura Bal (Miele) film turco-tedesco di Semih Kaplanoglu, una storia semplice di un raccoglitore di miele e di suo figlio. A far parlare è però soprattutto l'attribuzione dell'Orso d'argento per la migliore regia a Roman Polanski per The Ghost Writer. Ben due premi li prendono due Paesi dell'Est come Romania e Russia entrambi con due film minimalisti e forti. How I Ended This Summer del russo Alexei Popogrebsky ottiene infatti il premio per la migliore fotografia e l'Orso d'argento andato alla coppia di attori Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis.
Due premi li ottiene anche il film romeno If I Want To Whistle, I Whistle, ed esattamente l'Alfred Bauer Prize per l'innovazione e l'Orso d'argento - Gran premio della giuria. Infine un premio non da poco, quello della migliore attrice, che é andato alla giapponese Sninobu Terajima per il film Caterpillar di Koji Wakamatsu. La donna interpreta una moglie costretta ad accogliere un marito che torna dalla guerra cino-giapponese del 1940 senza gambe e braccia e con il volto sfigurato ed incapace di parlare.
Fra le giurie indipendenti si segnala poi il Premio della giuria ecumenica per la sezione Forum andato al documentario Aisheen diretto dal ginevrino Nicolas Wadimoff.
Nonostante qualche critica dovuta alla non eccessiva presenza di star la 60. Berlinale si è chiusa con un record di pubblico: circa 300 mila spettatori per i 400 film del festival.
22.02.2010 a pagina 32