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Al via la sessantesima Berlinale
Da giovedì il concorso per l'Orso d'oro
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8 feb 2010 14:14 | Film Festival / Berlinale
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BERLINO - Ci sarà poco da ridere per il presidente Werner Herzog e per gli altri membri della giuria del festival di Berlino che si apre giovedì 11 febbraio: almeno sulla carta i film in corsa per per l'Orso d'oro in questa sessantesima edizione sono tutt'altro che allegri. Dal giapponese Caterpillar al danese Submarino, dal francese Mammuth all'anglo-americano The killer Inside Me, dal tedesco-iraniano Il cacciatore al norvegese Una specie di uomo gentile, quella che emerge dai film in concorso è un'umanità ferita, abbrutita, spaventata e con poche possibilità di redenzione.

Per esempio, Koji Wakamatsu, uno dei registi più estremi del Sol levante, racconta nel suo Caterpillar il ritorno a casa di un reduce della seconda guerra Cino-Giapponese del 1940 rimasto senza braccia e senza gambe e le responsabilità di cui è investita la moglie che lo accoglie. E sempre in tema di tragedia, lo specialista in catastrofi familiari Thomas Vinterberg fa ritrovare due fratelli segnati da un'infanzia difficile quando sono ormai diventati grandi: l'uno è un violento alcolista e l'altro un genitore single e tossicodipendente. Per non parlare dei francesi Benoit Delepine e Gustave de Kervern che in Mammuth, sia pure in chiave tragicomica, fanno interpretare a Gerard Depardieu un operaio che lavora da quando aveva 16 anni senza essere mai stato messo in regola e che al momento di andare in pensione deve confrontarsi con capi, famiglia e amici.

Michael Winterbottom porta sullo schermo il bel noir di Jim Thompson The killer Inside Me esaltando fino al parossismo la violenza del protagonista, vicesceriffo apparentemente tranquillo di una cittadina del Texas del dopoguerra che nasconde un indomabile caos interiore; mentre l'iraniano Rafi Pitts racconta nel Cacciatore la disperata sete di vendetta di un uomo appena uscito di prigione, cui viene uccisa la moglie e rapita la figlia.

ats/ansa
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