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Lo scivolone di Bernard-Henri Lévy
Il filosofo n.1 di Francia ignora l'inesistenza di Botul
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8 feb 2010 18:39 | Cultura e spettacoli / Notizie
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PARIGI - Jean-Baptiste Botul, chi era costui? Bernard-Henri Lévy, filosofo numero 1 di Francia, a differenza del manzoniano don Abbondio, non se l'è chiesto. Credeva di saperlo. E invece, nel suo ultimo e lanciatissimo libro 'De la guerre en philosophie', il BHL nazionale d'Oltralpe, ha commesso un clamoroso scivolone: lo cita, ma... quel filosofo non è mai esistito. E in Francia la vicenda è già diventata un caso.

Era solo distratto oppure si tratta di puro «delirio», si chiede caustico il settimanale «Le Nouvel Observateur» (vd link) sul suo sito dopo «un'attenta lettura dell'opera», in cui BHL si riferisce al 'Carneade' Botul parlando di Kant. Botul, secondo quanto scrive Levy nel libro, avrebbe dimostrato «all'indomani della Seconda Guerra Mondiale, nella sua serie di conferenze ai neokantiani del Paraguay, che il loro eroe era un falso astratto, un puro spirito di pura apparenza». Lévy aggiunge di seguito che Kant è «per eccellenza il filosofo senza corpo e senza vita».

«Il solo problema - rileva l'autrice dell'articolo del «Nouvel Observateur», Aude Lancelin - è che Botul non è mai esistito, così come le sue conferenze, alle quali BHL fa riferimento con l'autorità di un saccente». Anzi, continua il giornale, questo pensatore sconosciuto è addirittura «il protagonista di una famosa barzelletta». Jean-Baptiste Botul è infatti il frutto dell'immaginazione di Frederic Pages (vd box), professore di filosofia e giornalista per il settimanale satirico «Canard Enchainé», dove tra l'altro scrive anche l'ormai celebre 'Diario di Carla B', una rubrica che ironizza sulla vita della premiere dame di Francia, Carla Bruni. «E' un po' come se Michel Foucault - continua la Lancelin - si fosse basato sui lavori di Fernand Raynaud (umorista e attore francese ndr.) per la sua lezione inaugurale al College de France». E si chiede: «ma allora che cosa sarà mai passato nel cervello infallibile del nostro filosofo di punta?».

In uscita mercoledì c'è anche un altro libro di Bernard-Henri Lévy, un volume di circa 1.500 pagine dal titolo 'Carta d'identità', dove il filosofo parla tra l'altro del presidente americano Barack Obama e di papa Giovanni Paolo II.

Red. Online/ats-ansa
Non un filosofo, ma una macchietta

 

Il personaggio di Jean-Baptiste Botul fu inventato nel 2004 da Pages che lo pensò come autore di un libro dal titolo 'La vita sessuale di Immanuel Kant'. Il giornalista del «Canard Enchainé» oltre a creare dal nulla questo filosofo, gli ha fatto appunto pronunciare, nel 1946, davanti ad una strana comunità di kantiani del Paraguay, una fantomatica conferenza sulla vita sessuale di Kant. Nella cronologia della vita di Botul, di cui Pages ci dice giustamente che si sa pochissimo, si scopre che questo filosofo è nato nel 1896 ed è morto nel 1947 e ha incontrato durante la sua esistenza i personaggi più incredibili, come la principessa Maria Bonaparte con la quale ebbe anche una relazione.

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