



Se vi piace il genere horror e siete stufi dei vampiri romantici della saga di Twilight, non perdetevi il nuovo film di Timur Bekmambetov. Il regista russo-kazako, rivelatosi sulla scena internazionale con il visionario I guardiani della notte e con l’adrenalinico Wanted, è uno che con l’azione ci sa davvero fare. Ne è la prova pure La leggenda del cacciatore di vampiri, interessante amalgama dei generi vampiresco e cronaca storica.
Nell’America della prima metà del 1800, un giovane Abramo Lincoln assiste impotente all’uccisione della madre da parte di uno spietato commerciante schiavista. L’assassino è in realtà un vampiro e non è solo. Il mondo ne è pieno: vivono tra i comuni mortali, si annidano in tutte le classi sociali e fanno parte di un clan segreto. Il rimorso e il senso di colpa per non aver salvato la madre alimentano la sete di vendetta di Lincoln. Ad aiutarlo giungerà un certo Henry Sturges (interpretato da Dominic Cooper), un misterioso cacciatore di vampiri che insegnerà al buon Abramo le tecniche e i trucchi per stanare e eliminare le fameliche creature.
Il tragitto imboccato dal protagonista si snoda in maniera cronologica, ripercorrendo eventi storici che hanno fatto da cornice alla vita del sedicesimo presidente degli Stati Uniti. Assistiamo così all’ascesa politica di Lincoln, alla sanguinosa guerra civile e alla disfatta della segregazione razziale. Il tutto condito con scene d’azione spettacolari, che sono la specialità del regista. A impersonare Abramo Lincoln, aiutato da un ottimo trucco, ci pensa il semisconosciuto Benjamin Walker: l’attore, che somiglia in maniera impressionante a un giovane Liam Neeson e che vedremo presto nel nuovo film di Stephen Frears.